Il modello 770 2025 è la dichiarazione che i sostituti d’imposta devono presentare ogni anno all’Agenzia delle Entrate per comunicare le ritenute operate e versate.
A cosa serve il modello 770?
Il modello 770 permette di riepilogare e comunicare all’Agenzia delle Entrate:
- le ritenute fiscali operate sui compensi,
- i versamenti eseguiti,
- i dati delle certificazioni rilasciate ai percettori (Certificazione Unica, certificazione utili, ecc.),
- le compensazioni effettuate.
È, in sostanza, lo strumento che consente al Fisco di avere un quadro completo dei flussi di ritenute e dei relativi adempimenti.
Chi deve presentarlo?
Devono presentare il 770 tutti i sostituti d’imposta, cioè i soggetti che trattengono le imposte per conto dei percettori di redditi. Tra questi:
- datori di lavoro e enti previdenziali,
- Amministrazioni dello Stato,
- società di capitali e di persone,
- enti commerciali e non commerciali,
- condomini,
- curatori fallimentari, eredi, professionisti e studi associati.
Rientrano inoltre i casi particolari, come:
- compensi da lavoro autonomo e provvigioni,
- TFR e prestazioni da fondi pensione,
- dividendi e redditi di capitale,
- premi, vincite, indennità di esproprio e pignoramenti presso terzi,
- locazioni brevi e ritenute sui bonifici per bonus edilizi ed energetici.
Quali ritenute devono essere comunicate?
Il modello 770 riguarda diverse tipologie di reddito, tra cui:
- redditi di lavoro dipendente, assimilati ed equiparati (pensioni, compensi ai soci di cooperative, assegni periodici al coniuge ecc.),
- redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi,
- dividendi e redditi di capitale,
- somme liquidate a seguito di pignoramento presso terzi o indennità di esproprio,
- ritenute su locazioni brevi e su bonifici per bonus fiscali.
Cosa indicare nel modello 770 2025?
All’interno della dichiarazione vanno riportati:
- ritenute operate e versate,
- dati delle Certificazioni Uniche e delle eventuali certificazioni utili,
- dati contributivi, previdenziali e assicurativi,
- versamenti, crediti e compensazioni,
- somme liquidate per pignoramenti o espropri,
- ritenute su bonifici per agevolazioni fiscali.
Quando si presenta?
Il modello 770 va trasmesso entro il 31 ottobre dell’anno successivo a quello di riferimento.
Ad esempio, il modello 770 2025 relativo al 2024 andrà inviato entro il 31 ottobre 2025.
Come si presenta?
La presentazione avviene solo per via telematica all’Agenzia delle Entrate, tramite:
- i servizi online dell’Agenzia,
- un intermediario abilitato (commercialista, CAF, consulente).
Sanzioni per tardivo o mancato invio
Se il modello 770 non viene presentato correttamente entro i termini, scattano delle sanzioni amministrative:
- Tardiva presentazione (entro 90 giorni dalla scadenza):
la dichiarazione è considerata valida ma si applica una sanzione di 250 euro, riducibile tramite ravvedimento operoso. - Omissione (dopo 90 giorni):
la dichiarazione è considerata omessa, con sanzioni da 250 a 2.000 euro. - Errori o omissioni nei dati:
in caso di dati incompleti o inesatti, sono previste sanzioni di 100 euro per ogni certificazione errata, fino a un massimo di 50.000 euro per sostituto. - Ravvedimento operoso:
consente di ridurre le sanzioni se la regolarizzazione avviene spontaneamente (con percentuali diverse a seconda del ritardo: entro 15 giorni, entro 30, entro 90, oltre 90 ma prima della contestazione).
Devo presentare il 770 anche se ho già inviato la Certificazione Unica?
Sì, la CU non sostituisce il 770. La Certificazione Unica fotografa i redditi dei percipienti, mentre il 770 riepiloga le ritenute e i versamenti effettuati.
Le aziende sono obbligate a presentarlo?
Sì, le aziende in qualità di sostituti d’imposta devono presentare il modello 770, così come studi professionali, enti e amministrazioni.
È possibile delegare l’invio?
Sì, il modello può essere trasmesso da un intermediario abilitato (commercialista, CAF o consulente del lavoro) per conto del sostituto d’imposta.
Cosa succede se sbaglio un dato e me ne accorgo dopo l’invio?
È possibile inviare una dichiarazione correttiva nei termini (entro la scadenza) o una dichiarazione integrativa (dopo la scadenza) per rettificare errori o omissioni.
Come posso ridurre le sanzioni in caso di ritardo?
Utilizzando il ravvedimento operoso, che permette di regolarizzare spontaneamente la posizione con sanzioni ridotte proporzionalmente al ritardo.
